Giardino, astrologia e…

Le virtù dell’olivo

Un albero tante virtù

 

Dopo aver parlato sull’olio d’oliva è d’obbligo mettere in evidenza le proprietà dell’intero albero di olivo!

Propagazione: L’olivo domestico si propaga per innesto o per talea, giacché tramite la riproduzione per seme si ottengono piante con caratteristiche selvatiche (gli olivastri).

Gli olivi selvatici e quelli rinselvatichiti a causa della mancanza di potatura, crescono molto lentamente, hanno un portamento cespuglioso, rami contorti, foglie e frutti minuti.

Proprietà dell’albero: Le foglie dell’olivo hanno  caratteristiche utili per la nostra salute, sono astringenti, antinfiammatorie e ipogliceminizzanti.

 

Utilizzo in fitoterapia: Si utilizzano le foglie e la corteccia dell’albero.

Conservazione: le foglie e corteccia si fanno essiccare all’aria e si conservano in sacchetti8 di tela o carta.

 L’olivo è ipotensivo!

La ricetta: Versare 2 cucchiai di foglie in mezzo litro di acqua fredda, far bollire per 10 minuti.

Filtrare e bere a sorsi durante il giorno.

E’ antinfiammatorio!

Per il mal di orecchi (antico rimedio sempre in voga):

Scaldare qualche goccia d’olio in un cucchiaio sopra una fiamma. Quando l’olio sarà tiepido, inzuppare un batuffolo di cotone e spremere all’interno dell’orecchio una o due gocce di olio. Chiudere l’orifizio con un po’ di cotone.

E’ febbrifugo!

Versare un cucchiaio di corteccia d’olivo in mezzo litro di acqua fredda, far bollire 15 minuti, lasciare intiepidire e bere a sorsi durante la giornata.

E’ diuretico!

1 cucchiaio di foglio in mezzo litro di acqua fredda, far bollire per 5 minuti.

Filtrare. Bere una tazza al mattino a digiuno e un alla sera prima di coricarsi.

Volendo si può dolcificare con del miele.

 E’ antinfiammatorio per ovaie e intestino!

Assumere tutte le mattine a digiuno un cucchiaio di olio d’oliva con il succo di mezzo limone, emulsionare bene prima di bere.

Il PH: l’olio extra vergine d’oliva  ha il ph7, in pratica è l’acidità del nostro corpo.

In caso di infiammazioni vaginali, un ginecologo diceva di spalmarvi esternamente  un batuffolo di cotone intriso d’olio piuttosto che utilizzare unguenti a base di ormoni.  (Evitare di indossare biancheria sintetica, ma solo tessuti naturali  come il cotone .)

Ripetere più volte questa operazione.

 

Cura la bellezza della pelle.

Una maschera nutriente: Cuocere una carota, schiacciarla, unire alla polpa 2 cucchiai di olio d’oliva e un tuorlo d’uovo.

Mescolare bene e stendere questa emulsione sul viso pulito per 30 minuti.

Dopo, sciacquare con acqua tiepida.

Ma non solo!

In giardino è un ottimo alleato contro gli afidi!

Riempire d’acqua un nebulizzatore da un litro, aggiungere un cucchiaio di olio d’oliva.

Agitare molto bene e vaporizzare la pianta colpita da afidi.

Una raccomandazione: E’ preferibile operare al calar del sole per evitare che la pianta subisca danni provocati dalle gocce che fungono da lente ai raggi solari.

Gli afidi, sia quelli verdi che quelli neri o  gialli … tendono a succhiare i germogli, così vediamo intere colonie sui boccioli delle rose, sui fiori non sbocciati dell’ibiscus, sulle piante grasse, gli afidi gialli sugli apici delle infiorescenze della hoya carnosa .

Le particelle oleose contenute nella nebulizzazione imprigionano gli afidi che non respirando muoiono e si staccano dalle nostre amate piante da fiore.

 

E’ importante che prima di iniziare una cura con erbe naturali, si seguano i consigli del proprio medico curante, del   farmacista o erborista.

Le dosi indicate sono di carattere generale, ma ogni persona potrebbe avere esigenze diverse perché assume farmaci (che non bisogna assolutamente smettere), perché ha delle patologie particolari per cui questi rimedi sono controindicati!

Infine.  ciò che ho descritto ha lo scopo di divulgare le proprietà di una pianta che accompagna da secoli il genere umano.

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Ulivi, olive, olio

Naturalmente intendo olio extra vergine d’oliva!

 Le origini: i nostri alberi, (belli fronzuti, secolari superprotetti perché non bisogna distruggerli, ) derivano da l’ulivo selvatico  “oleaster” …in sardo campidanese  “ollastu”.

Dalla pianta brada , grazie all’innesto, si ottengono ulivi che producono frutti di diversa caratura, peculiarità speciali ecc.

 

Naturalmente  le varietà sono  legate alla zona in cui l’ulivo viene allevato, al clima, tipo di terreno.

Generalmente le regioni più ricche di oliveti  sono quelle meridionali, ma non sono da sottovalutare gli oli di provenienza montana o ricche di laghi, dove il microclima che vi regna danno alle olive e di conseguenza all’olio una delicatezza speciale.

 

Non c’è regione che non vanti la bontà del proprio olio!

L’olio extra vergine di oliva è un vero e proprio succo del frutto.

L’ ”etichetta” di vergine significa che l’olio che abbiamo acquistato non ha subito manipolazioni, è ottenuto con la spremitura a freddo unicamente dalla polpa del frutto, dove è stato escluso il seme.

Solo in questo caso l’olio ottenuto contiene tutte le proprietà nutrizionali.

Ma siamo sempre sicuri che il nostro olio extra vergine contenga solo  il succo della spremitura delle olive?

O siamo incappate in una fornitura di “olio lampante”?(quello destinato alla illuminazione delle strade).

L’olio lampante viene utilizzato a scopo energetico, quindi destinato all’illuminazione pubblica.

Ma i furboni esistono e con manomissioni, distillazione aggiunta di coloranti (es. il betacarotene e la clorofilla alias verdone) centrifuga, addensanti vari, ecco qua che il nostro “filo d’olio” sull’insalata non è più tanto  vergine né tanto extra  né tanto meno … olio.

Ma cosa abbiamo comprato in quell’offerta specialissima?

L’ideale sarebbe andare a raccogliere le olive, portarle subito al frantoio, guardare l’intero processo di lavorazione, che tra l’altro, è molto interessante, portarsi a casa il prodotto ottenuto e centellinarlo magari sopra una bella fetta di pane abbrustolito ….

 

Poiché questo potrebbe non essere fattibile non ci rimane che acquistarlo da persone oneste e competenti che possano garantire la provenienza e qualità del prodotto.

Io e Mery

 

Questa è la mia Mery  ha vissuto nella mia famiglia per 15 brevissimi anni.

Qua la zampa!
– Piacere io sono femmina Alpha e mi devi ubbidire!

In pratica, il comando è un’offesa alla dignità del cane, specie se femmina.
In natura, le femmine di lupo, quelle più vecchie, sono capobranco.

La femmina di una qualsiasi razza di cane è esattamente la stessa cosa!

Intanto infiliamoci in testa che loro la dignità ce l’hanno!

I comandi non devono essere dati ” gratis” ma solo con  valida motivazione, esattamente come si fa con i bambini.

Quando si sceglie di adottare un cane bisognerebbe pensare che quel cucciolo adorabile diventerà adulto con una propria personalità, un proprio carattere, già manifesti fin  dai primi mesi di vita.

Ora, poiché la personalità non si cambia, il carattere si può modificare, plasmare secondo le proprie tendenze….dato pericoloso in caso si possedesse un animale di grosse dimensioni e il padrone ha un’indole tutt’altro che pacifica
I cani non nascono “cattivi”!
Facciamo un passo indietro.

Alla nascita i piccoli hanno bisogno della mamma, che li accudisce, li educa.

Si! proprio così! Ho visto la mia Mery, “sculacciare” (prendendoli per la collottola), sgridare i cuccioli quando uscivano dalla cesta e andavano a gironzolare per casa, lei dietro, affannata a leccare la pipì e le cacchine che venivano rilasciate da quei 5 terremoti, nati 20 giorni prima.

I primi tre mesi di vita sono importantissimi per i cuccioli, perché è in quel periodo che imparano a stare al mondo. Le mamme insegnano a rispettare la famiglia, scelgono a chi devono maggior obbedienza, generalmente seguono l’indirizzo materno.
Ho visto che in Sardegna, forse anche altrove, i cuccioli vengono separati dalle madri intorno ai 40 giorni di vita.

Dicono che poiché hanno già i dentini possono mangiar da soli….bah!

A parte in fatto che è uno stress non indifferente per la cagna che si vede sottrarre i piccoli senza alcuna ragione, ma ci pensate ai piccoli?

Questo fatto è negativo proprio per il carattere del futuro cane adulto, diventano aggressivi, tendono ad imporsi e non accettare che gli umani si impongano su di loro.

Se poi consideriamo che nelle cucciolate ci sono sempre 2 o 3 elementi più prepotenti, separarli dai fratelli così presto equivale ad avere un futuro cane adulto particolarmente prepotente, tutto gli è dovuto.

 

Non desidero sindacalizzare usi e costumi, mi limito solo a dire che

non è giusto separare i cuccioli dalle madri prima del terzo mese di vita.

 

E torniamo al cane.

Ho visto una tizia (stendo un velo pietoso sulla descrizione dell’elemento), che per farsi obbedire dal suo cane (mezzo chilo di yorkshire, sesso femminile), e dare la zampina, le batteva le dita dei piedini con le unghie acuminate.

Certo che la piccolina alzava la zampa!…Le faceva un male …cane!

Tutto questo fra le esclamazioni di meravigliato stupore da parte degli astanti e lo sguardo adirato della sottoscritta. (Adirata è un eufemismo….)

Ma certo, cretina d’una donna, che la cagnetta ti da la zampa!

Vorrei vedere te, se ti sbattono una taglierina sulla punta delle dita dei piedi e delle mani, se non le alzi di scatto, ti difendi con l’unica arma che possiedi: mordendo!

Generalmente i cani danno la zampa, di loro spontanea volontà, in segno di resa, come a voler dire: “Sono qui, fai quello che vuoi di me”.

Vicino a casa mia c’è un cane sciolto…lo chiamo così…un randagio taglia medio-piccola, 1000 razze agglomerate in una sola, di una simpatia unica, a lui basta uno sguardo, un’annusata (azzz! puzzo di cane), per capire di chi può fidarsi. Ecco, lui mi da la zampa quando si avvicina, o meglio, alza la zampa e io gli dico – Ciao, come stai?

Chissà cosa vuole dimostrarmi….sicuramente un’amicizia incondizionata.

 

 

 

 

A tre anni di età un cane capisce le parole, interpreta i suoni. Hanno la capacità di elaborare frasi quanto un bambino di tre anni (non di parlare, ma di capire semplici frasi di senso compiuto), inoltre possiedono un innato sesto senso.

Vi racconto un episodio:

Poiché ai miei cani non piace fare il bagno, quando arriva quel momento, preparo l’occorrente senza farmi vedere, bacinella, asciugacane, (ex accapatoio umano), tutto in religioso silenzio e senza farmi vedere mentre armeggio.

Poi arriva il momento tanto temuto.

Spariti…in casa non si vede un pelo….Non riesco a capire come facciano a sapere che è arrivato il momento di una lavata. Nemmeno li portassi al patibolo.

 

E’ sesto senso? Può essere…se torno a nascere voglio reincarnarmi in un cane.

Quando parliamo con il nostro amico cane, le parole dovrebbero essere chiare, scandite, non ripetute, perché questo li confonde, bisogna avere un tono deciso.

Se diciamo “Fermo!” la parola deve essere solo quella. Perché se ci perdiamo in “Amoruccio, devi stare qui che la mamma ti porta a ciùcciù (in sardo, a spasso)”

Quello capisce un’accozzaglia di paroline da coccola, saltella qua e la e tu rimani inginocchiata per terra col guinzaglio in mano, il furbone pensa che stai giocando e ti gira intorno, ti mordicchia, se hai le ciabatte te le sfila e le porta dentro la cuccia…insomma una pantomima. Tutto questo per aver sbagliato intonazione.

Le coccole…piacciono a loro ma di più a noi che le facciamo!

Le sgridate…qualche volta servono. Ma siamo sicuri di farle al momento giusto?

Il cane fa pipì … in casa:

Un bel sonoro “NO!” indicando quello che ha appena fatto è già una punizione, infatti il cane capisce che quella è una cosa che non si deve fare, (a meno che non capiti un incidente, può succedere!).

Mesto e con la coda fra le gambe si mette all’angolo. Non accarezzatelo!

Equivale non solo all’assoluzione ma anche l’autorizzazione a ripetere il “danno”.

Seconda cosa, il NO dovrà essere detto in tono fermo guardando il cane negli occhi, subito dopo girarsi e voltargli la schiena.

Se ci perdiamo in chiacchiere tipo: “Guarda cosa hai fatto!” …in tono lagnoso, mentre prendiamo secchio e straccio, il cane percepisce che la cosa non ha fatto arrabbiare quindi non avrà una reazione da…. autopunizione.

Lo si vedrà saltellare qua e la giocando a rincorrere lo straccio, snifferà il pavimento profumato di quel detersivo profumante e….stimolante….e spisccccc! Subito pronta un’altra pipì liberatoria.

Ma cosa è successo?

Semplice! Non usate detersivi profumati per lavare l’urina del vostro cane.

Contenendo ammoniaca, per il cane, è lo stimolo a farla lì, proprio dove avete appena lavato.

Per questo motivo è più utile  utilizzare  aceto, o limone o al massimo sapone di Marsiglia.

Ho scoperto un ‘altro sistema:

dopo che il pavimento è asciutto, cospargo del  talco, vi assicuro che l’odore sparisce e l’ambiente profuma; la cosa non è molto gradita al nostro cane…poco male! Andrà a farla fuori.

Chi ha la casa disseminata di tappeti, pregiati e non, probabilmente sceglie di non avere un cane in casa.

Personalmente i miei tappeti sono andati a finire in soffitta, arrotolati e cosparsi di bicarbonato.

Esattamente come ho fatto con l’arrivo del mio cucciolo (figlio), ho reso la casa abitabile per lui, quindi via i soprammobili delicati, via la cera dai pavimenti, e tutte le cose inutili e pericolose per il bimbo.

Così all’arrivo del cane…(perché con un bambino ci vuole un cane di accompagnamento), ho adattato la casa al cane.

E’ superfluo dire che il cane arriva per il figlio, nel libretto sanitario personale mica c’è il nome del capo famiglia…no, ve lo scordate! C’è il nome del figlio che recita: Pinco Pallino è proprietario di Mery, razza quasi yorkshire, pelo nero focato,…… cocca de mamma.

Già perché finisce sempre che il cane elegge a capobranco la mamma di casa.

O meglio, entrambe le femmine coabitano e decidono cos’è meglio per la famiglia.

Poiché ritengo di avere autorità più marcate di quella palla di pelo, i miei” NO”  sono efficaci, i “no!” di marito e figlio… sono acqua che scorre.

Avere un cane significa sobbarcarsi di grosse responsabilità, rinunce ad uscire se il cane non sta bene, rinunce ad andare a trovare coloro che non sopportano che un cane entri in casa loro, ma basta fare una scremata e il problema si risolve.

Le ferie sono condizionate dalla presenza del cane…chi non si può permettere di portarlo il albergo…come deve fare?

Quando si ama il proprio animale è impensabile lasciarlo a balia da qualcuno.

La Mery ha quasi 15 anni, è cieca (entrambi gli occhi hanno la cataratta), qualche problemuccio respiratorio che cerchiamo di tamponare con acqua e miele, qualche reumatismo qua e là, una mastite che si sta tramutando in visibile tumore.

Malgrado questo mangia, abbaia, sale le scale ma non le scende…per questo c’è la mamma (io)   la traghetto in braccio e la porto a fare la pipì in cortile, quando la tosse è insistente, andiamo a fare una passeggiata , naturalmente in braccio.

Oggi: Tutto questo è un ricordo, Mery non c’è più è nel paradiso dei canangeli, il suo ricordo è più vivo che mai, lei è dentro il mio  cuore.

 

 

Bocca di leone

Questo fiore bellissimo è senza grande pretese di coltivazione, è una pianta annuale o biennale.

Non necessita di particolari cure colturali affinchè regali splendide fioriture dalla primavera all’autunno inoltrato, purchè il tempo sia mite

Cresce a ridosso dei muri, tra l’asfalto, gli basta un pizzico di sabbia e il seme attecchisce senza problemi.

Sopporta i periodi di siccità, la si può considerare ideale anche per chi ritiene di non possedere il pollice verde.

Non ha preferenze riguardo la posizione, ho provato a posizionare il vaso all’ombra, al sole, in piena terra come bordura, il BOCCA DI LEONE non delude mai.

giardino di Maggio

In primavera abbiamo tanti lavori da fare. Per quanto riguarda le piantagioni dovremmo:

Riempire le cassette di balconi e davanzali con fiori primaverili e bulbose che tra poco verranno sostituiti dai fiori estivi.

Azalee, gardenie, primule e ortensie possono soggiornare in giardino o balcone, facendo attenzione all’abbassarsi improvviso delle temperature.

Rinvasiamo le piante d’appartamento e da balcone. Generalmente si cambia vaso ogni due anni; se decidiamo che la pianta va bene li dov’è provvediamo a concimare oppure cambiare, con del terriccio nuovo,  il primo strato di terriccio dai vasi.

Per quanto riguarda gli esemplari troppo grandi, togliere le foglie secche e i rami più deboli.

Riserviamo qualche vaso vuoto per seminare fiori facili per l’estate: calendole, salvia ecc.

Se si ha un giardino bisogna lavorare bene la terra e distribuire concime prima delle piantagioni. Gli arbusti come il lillà, le forsizie, spiree, viburni, andranno potati alal fine della fioritura. Legare i tralci disordinati dei rampicanti (buganville, plumbago, gelsomini) e accorciare quelli che tendono a sconfinare.

Le potature primaverili stimolano la fioritura.

 

ancora ROSE

 

Ottenere un roseto sano, che regala bellissime rose non è affatto difficile, parola di una che il pollice verde se lo sogna la notte!

Ebbene bastano poche cure ma tempestive: eliminare, appena si vedono, le foglie macchiate, le cocciniglie attaccate, ripulire molto bene la base.

Se si vuole esistono in commercio i prodotti utili, ma poichè è bene prevenire che andare a spender denari, tanto vale trascorrere pochi minuti al giorno per coccolarle.

Innaffiare quando il terreno è asciutto ricordando che: quando si potano perchè abbiamo colto i fiori, il taglio andrà fatto in basso, in pratica alla terza coppia di foglie.

Non bagnare per qualche giorno, la sete stimola la pianta a rigermogliare.

Potare sempre con un taglio inclinato contrario alla gemma da dove spunterà il nuovo ramo. 

Per evitare le malattie fungine piantate alla base della rosa una cipolla, (proprio quella che ha fatto il germoglio in attesa di essere utilizzata), se poi si vuole  evitare gli attacchi sconsiderati degli afidi, mettiamo anche alcuni spicchi d’aglio, evidentemente gli afidi sono imparentati con i vampiri… lo odiano!

 

 

LINGUAGGIO SIMBOLICO DEI FIORI

 

C’è sempre un’occasione speciale per regalare dei fiori. Occasioni festose come un compleanno, matrimonio, cerimonie religiose.

Ecco un elenco dei fiori “più gettonati” ed il loro significato:

 Rose rosse  Esprimono passione, amore incondizionato, generalmente a San Valentino  i fidanzati non si astengono da omaggiare la propria amata, i mariti un po’ meno …. (Spesso il bilancio famigliare non lo permette. )

Rosa Gialla , questo colore viene spesso associato alla gelosia, al possesso, ma anche  infedeltà o alla sua tendenza.  Personalmente ho notato che le rose gialle sono difficili da allevare, che non sopportino la vicinanza con altre rose? Mah!

Rosa pallido: Vuole dire gioia, felicità nello stare insieme,  condivisione; regalate a un’amica le stiamo mandando un messaggio affettuoso.

Rosa confetto  sta a significare amicizia allo stato puro, senza confini e  pregiudizi,

Rosa carico vuole dire gratitudine, essere grati perché la persona è nella nostra vita.

 

Rosa color pesca:  udite, udite! Significa amore segreto. Mah! Sarà!

Rosa  color corallo: Desiderio. Un bel mazzo di rose rosa corallo con rose rosa pesco attireranno l’amata come le mosche al miele.

 Infine la più bella, pura, quella che si contende la corona con la rosa rossa: La rosa bianca! E’ un omaggio alla purezza: dei sentimenti, dell’animo, dei pensieri. Quale dono più gradito riceverne una  senza che ci sia la famosa occasione speciale?

E ora altri fiori:

Mughetti:   portano un messaggio di speranza, come dice la tradizione popolare, portano fortuna. Ce ne fossero … di mughetti!

 

 

Girasole:  E’ un chiaro invito alla solarità, alla spensieratezza. Il colore del sole è sempre portatore di buon umore! Anche un augurio a star meglio in salute.

 

 

Garofani: ritenuti erroneamente fiori umili, forse per il costo contenuto , se sono bianchi indicano fedeltà.

 

 

Calle: le bellissime ed elegantissime trombe rappresentano la stima di chi le regala

 

 

Fresie:  belle, colorate o bianche, esprimono la prima fase dell’innamoramento.

 

 

 

Edera:  come il garofano indica  fedeltà, regaliamo quindi un bel mazzo di garofani  “legato” con un tralcio di edera screziata, se poi la persona che lo riceve non conosce il significato del dono, fate leggere la pagina.

 

 

 

E infine il buon Rosmarino.  Il suo significato simbolico è : felicità che si prova nel vedere la persona amata.

C’è una curiosa credenza popolare che recita:

Se vuoi legare a te un uomo nascondi un rametto di rosmarino nei suoi indumenti, esso non ti dimenticherà e sarai sempre presente      nei suoi pensieri”.

Non so se questo è vero, di certo so che aiuta la digestione se unito alle pietanze.

 

A tutti dedico un fascio enorme di